La mia recensione di “Antifragile, things that gain from disorder” (N. N. Taleb)

Come annunciato in un precedente post, scrivo con piacere una recensione per il libro “Antifragile” (2012) di Nassim N. Taleb (in italiano il titolo originale è tradotto in “Antifragile, prosperare nel disordine”). Il libro rappresenta la conclusione della trilogia narrativa iniziata con “Giocati dal caso” (2001), proseguita con “Il Cigno nero” (2007).

Taleb in questo libro parte da quanto scritto nelle sue precedenti opere riguardo al caso (casualità) ed al ruolo degli eventi rari nella nostra vita e nella storia in generale (compresi i mercati finanziari). Il lettore dotato di queste (pre)nozioni sarà condotto attraverso la scoperta del concetto di “antifragilità”, diverso dalla robustezza e opposto alla fragilità.

Lo stile con cui Taleb espone le sue idee è rimasto essenzialmente immutato. Nella fattispecie consiste in un sottofondo filosofico (molti i riferimenti a Seneca) condito da una serie di aneddoti reali intesi a chiarire e/o provare ciò che Taleb vuole comunicare, tutto spesso in tono canzonatorio ed irriverente. Sebbene a tratti apparentemente caotico, il libro incuriosisce e la lettura risulta scorrevole al lettore interessato.

Al centro dei contenuti, come anticipato, vi è il concetto di antifragilità. Taleb lo introduce con un esempio semplice ma chiaro che qui riassumo. Un pacco che reca l’indicazione “fragile” ha la caratteristica di essere danneggiato in caso di maltrattamento durante la spedizione. Quale è il termine inverso di fragilità? Una risposta comune sarebbe robustezza. Tuttavia, seguendo semplicemente la logica, robusto non può essere il contrario di fragile, perché robusto è semplicemente indifferente ad un eventuale maltrattamento, tornando all’esempio del pacco. Ma allora qual’è il giusto termine per definire il contrario di fragilità? In base alle ricerche semantiche di Taleb (in decine di idiomi diversi), un simile termine non esiste ed è per questo che egli ci parla di antifragilità.

A questo punto vi chiederete: cos’è l’antifragilità e perché abbiamo bisogno di definirla con un termine? Sempre con alcuni passaggi logici, si scopre che l’antifragilità è un’attributo che determina la qualità di trarre beneficio dalla variabilità, dagli shocks. Nel caso del pacco, antifragile è un pacco che migliora (trae vantaggio) in caso di maltrattamento.

L’importanza di definire questo termine viene trasmessa al lettore capitolo dopo capitolo, esempio dopo esempio, in tanti diversi campi di applicazione.

“Antifragile” è un libro brillante, durante il quale vi ritroverete a riflettere su una miriade di situazioni che avete vissuto e cose che date per scontate. Spesso (dipende un po’ da voi) dopo la riflessione vi troverete semplicemente a dire: “ha ragione!” oppure “non ci avevo mai pensato!”. Questo è a mio avviso il punto forte del libro. Infatti, rispetto alle opere precedenti, Taleb fornisce qui una serie di vie per l’antifragilità. In altre parole, non solo vuole fornire dei modi per “non essere dei tacchini il giorno del Ringraziamento” (vedi qui); ciò a cui Taleb ambisce è trarre vantaggio dal giorno del Ringraziamento nel caso in cui ci si trovi ad essere un tacchino! Almeno nell’ispirazione, il libro rappresenta un ricettario per vivere in modo “antifragile”, concreto ma allo stesso tempo filosofico.

È forse superfluo dire che chi non ha apprezzato i libri precedenti o li ha trovati noiosi, non troverà in “Antifragile” nulla di più interessante. Per chi invece si è trovato ad ammirare (non idolatrare) Taleb dopo i suoi primi libri, proverà divertimento e piacere nella lettura di questo bel libro, che aggiunge i tasselli sino ad ora mancanti a quella che si potrebbe definire una filosofia di vita ispirata alle idee di Taleb. Non si tratta di una soluzione a tutti i mali del mondo o i problemi della vita. Tuttavia esso getta luce su tante situazioni, per noi sono scontate e che proprio per questo hanno una importante influenza sugli avvenimenti attorno a noi.

Nulla nel mondo è scontato e se riuscissimo a metterci nella situazione di beneficiare dalle cose impreviste (non scontate) piuttosto che subirle in modo aleatorio, avremmo soltanto da guadagnare (in tutti i sensi). Questo è il punto di “Antifragile”, a mio avviso.

4 pensieri riguardo “La mia recensione di “Antifragile, things that gain from disorder” (N. N. Taleb)

  1. X uno che lavora in ambito finanziario/economico è un libro che apre a diversi visioni! Certamente la behaviour finance è uno degli aspetti toccati! Personalmente l’ho dovuto rileggere 3 volte per capire alcuni passaggi, specialmente quelli filosofici (non ho una cultura classica).

    1. Ciao. Sono d’accordo. Taleb fa spesso riferimento ai lavori di Kahneman & Co. Le sue ricette di carattere euristico (per la vita come per gli investimenti), per come le leggo io, sono volte proprio ad evitare i tranelli logici descritti da Kahneman, in cui tendiamo ad incappare.

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