Remember remember …

“Remember remember the fifth of November
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason why gunpowder, treason
Should ever be forgot…”

Siamo ormai giunti in novembre ed ora si avvicina il 5, seguito pochi giorni dopo dal 9: due date significative per la storia conta, anche se per motivi diversi e di certo non assoluti, ma influenzati dalle personali preferenze del sottoscritto. Quel che le congiunge nell’intimo, infatti, è la grande importanza simbolica legata alla rappresentazione del vigore insito nei popoli.

Concretizzerò di seguito i miei pensieri, partendo dal giorno meno lontano nel tempo. 9 novembre 1989, smantellamento ufficiale del muro di Berlino. 20 anni fa è iniziata una nuova fase, un nuovo corso della storia, mentre un’altro si è estinto; il trionfo del Capitalismo e la fine, ad eccezione di pochi ultimi baluardi, dell’esperienza del Socialismo reale. 20 anni fa è iniziata l’egemonia culturale definitiva degli Stati Uniti d’America, guadagnata con la forza e con il denaro; nulla più. Non si tratta più di “American dream” o cose simili, l’affare è diverso. Da tempo gli USA, tramite la loro moneta, controllano l’economia del vecchio continente che li ha generati, da cui si sono liberati con la prima di una lunga serie di guerre. Gli Stati Uniti hanno imposto a tutti il loro modo di pensare, di vedere il mondo, dell’evoluzione della specie umana. Quanto duramente conquistato con la lotta della rivoluzione proletaria nella Russia zarista è stato definitivamente cancellato; pressioni politiche e una valanga di consumismo hanno eliminato la dignità del popolo europeo e dato via al dominio delle Multinazionali e l’esplosione dei loro guadagni. Vediamo ad esempio un simbolo, la Coca Cola Company. L’utile di questa aziende ha seguito la seguente prorompente evoluzione: 1990 = 1.7 miliardi di $, 2008 = 5.8 miliardi di $. Ecco il valore del titolo azionario di Coca Cola Company:

coca cola co.
Evoluzione share value di CocaCola Co. su gentile concessione di UBS.

Cosa è cambiato? Di certo non il prodotto, immutato da oltre 100 anni. Bene, credete che stia manipolando i dati? Ecco un’altro esempio: JP Morgan Chase. Dopo una chiusura degli anni ’80 con conti annuali in rosso di alcune centinaia di milioni, i conti 2008 parlano di un utile netto che ammonta a 5.6 miliardi di $. Anche qui, ecco l’evoluzione del valore del titolo JP Morgan:

jp morgan
Evoluzione share value JP Morgan Chase, sempre ringraziando UBS.

Per farla breve: tutte le maggiori aziende hanno attraversato un periodo estremamente florido nel corso degli anni ’90, periodo che ad eccezione di una triste parentesi nel 2001 e 2002 è continuata sino all’inevitabile crisi del sistema finanziario, di cui oggi stiamo sperimentando i risultati, sulla gente comune (spero che il salame sugli occhi della gente non sia sufficientemente spesso da occultare il triste fatto rappresentato dai continui guadagni di ricchi ed aziende, salvate più o meno giustamente da parte di Stati più o meno compiacenti). Boom economico? Crescita? No. Maturazione ed espansione del Capitalismo, che con la parola fine sulla DDR ed il crollo dell’URSS ha trovato terreno fertile nel vecchio continente, nuova carne da macello, nuovi consumatori, nuovi clienti, nuove persone da sfruttare e da cui trarre profitto. Da 20 anni a questa parte, il mondo non è più lo stesso. Da 20 anni a questa parte tutto ruota intorno alle poche enormi lobby mondiali assetate di denaro. Da 20 anni a questa parte il mondo occidentale non ha avuto opposizione alle sue angherie, nemmeno con la Cina post maoista; nuova potenza mondiale cresciuta fino a possedere (nel vero senso della parola), oggi, gran parte degli Stati Uniti stessi.

A partire dall’accoppiata presidenziale Reagan – Tatcher la gestione economica dei principali paesi a subito una decisiva svolta ideologica e politica verso il liberismo, letteralmente venduto come unica possibile soluzione applicabile, dalla televisione alla radio, dagli atenei alla letteratura; l’imponente offensiva denigratoria nei confronti del modello Socialista ha avuto i suoi frutti. Una grande operazione di marketing.

Parallelamente a tutto questo, lo squilibrio nei confronti dei paesi di seconda fascia è vieppiù aumentato sino ad una situazione oggi a dir poco paradossale: secondo il World Institute for Development Economics Research, nell’anno 2000, a livello mondiale il 10% degli adulti possedeva l’85% della ricchezza! La situazione postcoloniale non è dunque mutata nella sostanza ed i paesi oggi identificati come “Terzo Mondo” continuano a rimanere tali, poveri e sfruttati dai paesi più ricchi.

Negli stessi paesi ricchi, la situazione non è certo migliore. Anche qui, e questo ci è ben noto, la famosa “middle – class” si sta sempre più erodendo scavando un divario sempre maggiore tra ricchi e poveri, gli ex proletari oggi definiti “working poor”. La situazione per questa classe sociale è innegabilmente migliorata durante il corso del 20mo secolo. Molti diritti le sono finalmente stati riconosciuti e la Democrazia le garantisce un potere enorme e non più legato alla forza ed alle armi: i voti. Questi non sono distribuiti in base alla ricchezza. Questi rispondono solo e soltanto al nostro intelletto.

È una questione di punti di vista, certo. Ma come può, il sommarsi di queste informazioni, lasciare indifferenti? Come si può ignorare il fondamentale errore insito nella concezione stessa del sistema Capitalistico, basato non sulla legge del più forte (come le colossali imposture della concorrenza e del libero mercato vogliono far credere), bensì su una scaltra macchinazione volta ad instaurare una gerarchia sociale silente ed insovvertibile basata semplicemente sulla ricchezza: i pochi vivono sulle spalle dei molti. La ricchezza non è redistribuita, bensì accumulata.

Dopo 20 anni assistiamo ad una crisi in cui le solite, diaboliche imprese si permettono impunemente di licenziare centinaia di migliaia di posti di lavoro, con tutte le tristi conseguenze per le famiglie che ne consumano i prodotti, al solo fine di mantenere intatti i propri guadagni.

Chissà se, dopo 20 anni, il gesto di Guy Fawkes e della sua banda, che il 5 novembre 1605 tentò di far esplodere l’intero Parlamento Inglese, possa SIMBOLICAMENTE andare a buon fine sovvertendo questo INIQUO ordine mondiale. Chissà se il popolo farà appello alla propria forza. Chissà. Beh, nel frattempo… ricordiamo e riflettiamo.

IF, 2.11.2009

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